Cos’è la Crescita Personale? Come iniziare ed affrontare un percorso di cambiamento

Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si desta.

C. G. Jung

 

Che cos’è la Crescita personale e perché se ne parla tanto?

In questi ultimi anni si fa tanto parlare di crescita personale, di sviluppo personale, di aumento del potenziale, di “prendere in mano la propria vita” e degli “step verso l’autorealizzazione”. Con questo articolo, scritto anche di getto, vorrei fare un pò di chiarezza su questo termine per due ragioni che mi stanno particolarmente a cuore.

La prima ragione: credo che la Crescita sia un aspetto inevitabile della nostra Vita, anzi fondamentale, con cui prima o poi ciascuno di noi dovrà fare i conti. La seconda ragione, che non è da meno della prima, si riferisce alle innumerevoli proposte sull’uso di questo termine, che viene venduto talvolta come una promessa di intenti da parte di qualcuno che vuole dimostrare di avere a disposizione tutte le soluzioni del mondo, con semplici programmi da seguire pagando spesso grosse cifre per aiutare il cliente a raggiungere degli obiettivi importanti per la propria…Vita.

Premetto come non ci sia nulla di male nel fatto che un professionista riceva un compenso per una sua attività lavorativa, cosa su cui siamo tutti più o meno d’accordo. Non è una critica contro l’industria del miglioramento personale, assolutamente, ma una valutazione personale.

E le mie valutazioni personali mi portano a credere come non sia gratificante pensare che la crescita personale di un individuo sia raccontata alla stregua di una prestazione a “pacchetto pronto” e che cambiare uno o più aspetti della propria esistenza sia una operazione immediata, perseguibile seguendo un semplice programma del guru di turno. Perciò, nutro a tutt’oggi ancora parecchi dubbi su alcune proposte, e vi spiego perché. 

Non esiste, e forse esisterà mai, la formula magica per ottenere la ricchezza desiderata, la soddisfazione personale, l’amore del partner o il rispetto dei colleghi di lavoro, che sono solo alcuni aspetti della crescita di un individuo. La minima parte, di un lavoro di crescita personale.

Quindi, l’unica cosa che realmente esiste è l’importante lavoro che serve per raggiungere degli scopi personali ritenuti importanti e il raggiungimento della condizione di individuo completo

Sicuramente, dal concetto di crescita personale all’applicazione, si è sviluppato l’enorme mercato a cui siamo esposti oggi, che ha fatto parecchi passi in avanti sia in termini di contenuti che di fatturato a livello globale. Il mondo ormai è letteralmente invaso di libri sul self-help, di corsi motivazionali, di seminari esperienziali e di altrettanti coach, counselor e professionisti dediti alla crescita personale, che attraverso i sistemi e gli incroci più svariati, promettono una lunga e soddisfacente vita personale. Lo dico perché sono anche io un avido lettore di tutte queste soluzioni, nonché un counselor in formazione, quindi dal mio piccolo osservatorio credo di capirne il valore di queste proposte, e di poter tentare una critica costruttiva per migliorare la percezione di queste cose.

Ma perché allora mi permetto di essere un po’ dubbioso?

Perché sono alcuni anni che esploro questo ambito – e che incontro persone di ogni estrazione grazie al mio lavoro quotidiano – e parto sempre dal presupposto che quando si parla di crescita personale, non si parla mai solo di un aspetto o di una sola disciplina utile al suo raggiungimento. 

 

Cosa significa…crescere?

Ritengo che la crescita di un individuo debba sempre essere un mix bilanciato di aspetti cognitivi, emotivi e psicofisici. Cioè cosa pensiamo, come lo pensiamo e come vi reagiamo.

Pertanto se lo scopo della crescita personale è appunto la Crescita, non avviene di certo per magia solo perché un uomo o una donna risolvono i propri problemi lavorativi, seguono una dieta chetogenica o leggono un articolo o un libro motivazionale. Questi sono strumenti che possono aiutare, certamente, ma la questione non è mai così semplice. Già a partire dal significato etimologico della stessa parola latina crescĕre, la cui radice del verbo è creare, identifica un processo complesso di un essere vivente, di una organizzazione o di un oggetto. Tolto l’oggetto, che non è di nostro interesse, e concentrandosi solo sugli esseri viventi, vediamo che il significato parla da solo di un processo creativo quando si parla della persona umana. La peculiarità è che si tratta di un processo creativo focalizzato su sé stessi. La crescita può essere intesa quindi come percorso con delle tappe, a volte anche molto precise e definite dal soggetto, che si dipana nell’arco di una intera esistenza e non è mai per sua natura un percorso lineare, privo di ostacoli o di rinunce di vecchie e assodate abitudini. A questo proposito sono presenti online numerosi contributi, alcuni puntuali, altri un pò meno, ma l’ambito è talmente vasto che fare ordine o trovare una prospettiva che metta tutti d’accordo, è pressoché impossibile. Tutte queste proposte, mi fanno ritenere che non esista appunto un percorso che vada bene per tutti, e quindi non potrà mai esistere una standardizzazione a monte quando si parla di crescita personale.

Ecco, io personalmente parto da qui.

La crescita, come per i bambini, anche negli adulti e fino alla vecchiaia è stata e sempre sarà un processo che impegna il corpo e la mente. Quello che pensiamo, quello che percepiamo e quello che facciamo concretamente.

Può essere un processo lungo, estenuante, difficoltoso ma anche molto gioioso e ricco di soddisfazioni:, sicuramente si tratta di un viaggio alla scoperta del vero Sé. 

Cosa si scopre lungo questo viaggio? 

Potenzialmente, e qui viene il bello…di tutto! 

I nostri lati migliori, ma anche i nostri lati più oscuri. Possiamo capire come aggiustare parti di noi che non ci piacciono, o potenziare quello che invece facciamo molto bene, oppure possiamo vedere delle parti di noi peggiorare. Fa parte del gioco: possiamo migliorare le nostre relazioni, le nostre finanze (non a caso uno degli ambiti della crescita personale è diventata negli anni la finanza personale), il nostro tenore di vita in generale, provare sensazioni più positive ed appaganti, incontrare diversi compagni di viaggio o lasciarne degli altri. Possiamo vincere ma possiamo anche perdere. Tutto sta alle sensazioni che proviamo e alle persone che incontriamo, che sono l’inevitabile parte umana di questo viaggio: quindi, non bisogna mai spaventarsi o demotivarsi se si decide di intraprendere un percorso di questo tipo. Per usare un’analogia un po’ azzardata, anche un bellissimo giro intorno al mondo, può trasformarsi in un insieme di difficoltà: posso perdere la coincidenza di una aereo, alloggiare in un ostello sporco, prendermi l’influenza intestinale o perdere la valigia. Ma il ricordo che poi mi porterò a casa una volta rientrato, sarà davvero così tremendo? Non credo, anzi.  

Bene, allora se la crescita personale è un processo che si realizza nel viaggio della nostra vita, come in tutti i viaggi, da dove si parte? 

 

La parola d’ordine

Il punto di partenza non è un luogo ma una parola, che sta un po’ all’origine anche della motivazione alla crescita: questa parola d’ordine è il termine Consapevolezza (Awareness). 

Consapevolezza vuol dire avere coscienza di quello che si fa, in ogni momento, di cosa si costruisce e di cosa si distrugge ogni singolo giorno, di quello di cui abbiamo realmente bisogno e di cosa invece possiamo davvero lasciare andare per perseguire uno scopo. Lo scopo non è l’obiettivo, così come la mappa non è il territorio.

Anche se il termine Consapevolezza viene ampiamente abusato in vari contesti (basti pensare a tutta la proposta intorno alla mindfulness, che per inciso è una bellissima cosa), ma significa, e sarò volutamente ripetitivo, avere perfetta cognizione di quello che facciamo e di come percepiamo quello che facciamo nonché delle nostre risposte comportamentali agli eventi che generiamo facendo certe cose piuttosto che altre.

Che casino vero? Semplifichiamo.

Se siete arrivati fino a qui, possiamo azzardare a riassumere con questa frase: la crescita personale è un processo per riuscire ad ottenere la piena consapevolezza di noi stessi nel nostro percorso di vita.

Il motivo per cui sia necessario prima o poi avviare un percorso di crescita , è presto detto: nessuna delle persone che conosciamo, anche chi ci è molto vicino e ci vuole molto bene, potrà mai capire che cosa è meglio per noi, se non noi stessi agendo consapevolmente. Un padre può, ad esempio, obbligare un figlio ad iscriversi ad una certa facoltà universitaria, perché lui è convinto che gli consentirà di ottenere un buon lavoro in futuro. Il figlio, invece, potrebbe avere la percezione che non sia il percorso più adatto a lui e rifiutare di accondiscendere l’obbligo del padre così come prendere un’altra strada negli studi. Tra i due, secondo voi, chi è il più consapevole? 

Se avete risposto, il padre, tornate all’inizio del testo. Se invece avete compreso fin qui, viene da sé che il più consapevole tra i due è il figlio che sente che ciò che vuole il padre non è un percorso che gli si addice e magari si adopererà per studiare qualcosa che lo gratifica di più, anche a costo di risultare ingrato nei confronti di chi lo ha accudito durante l’infanzia.

Molte storie di successo, in fin dei conti, iniziano così. 

Qui, non si tratta di fare un discorso da quattro soldi sulla scoperta della propria vocazione o sull’essere sempre positivi: si tratta, piuttosto, di arrivare a comprendere che l’essere umano è una creatura vivente e creativa, che ha il vantaggio di non dipendere dai suoi istinti, e questo lo rende un essere in divenire e piuttosto adattabile a tutte o quasi le situazioni della vita. Lo scopo dell’uomo è uno solo, vivere una vita, non quella che altre persone hanno pensato per noi, la propria ed unica vita. E, prendere coscienza di questo, anche in tarda età significa molte volte rileggere totalmente la nostra esistenza in termini possibilisti e propositivi, talora operando delle scelte che possono risultare anche piuttosto radicali agli occhi degli altri. 

Perciò, vivere con consapevolezza quello che ci accade è importante nella misura in cui siamo disposti ad avviare un percorso per comprendere noi stessi in un’ottica di crescita della nostra persona. 

La massima greca del “conosci, te stesso”, torna prepotente a farsi strada nella vita delle persone, forse oggi più che allora. Ma è fondamentale, per iniziare a capire a cosa siamo destinati, cioè molto di più di un buon lavoro, una bella casa, il partner dei nostri sogni o il riconoscimento sociale. 

Che è quello che ci viene venduto, giornalmente, quasi ovunque. 

 

Il mondo di oggi e la crescita personale

Dobbiamo capire, che il mondo estremamente complesso di oggi, con la tecnologia invasiva dei nostri spazi, con i suoi tempi stretti e le scadenze serrate, i mille impegni, il cibo trangugiato e non goduto, le comunicazioni veloci, le amicizie e gli amori fugaci, le notifiche sul cellulare e il distanziamento sociale, non aumentano di certo la nostra percezione di noi stessi, anzi. Ci distraggono di continuo da noi stessi mettendoci in costante paragone con gli altri e quindi, logicamente, non aiutano a far emergere le persone che siamo, e tante volte neanche a pensare di entrare in un sistema di vita consapevole. Per non parlare di come spesso arriviamo a ritenere certi ragionamenti o una sciocchezza intellettuale o uno stile retorico per parlare di qualcosa di profondo come lo è la vita. Siamo indubbiamente invasi da una forma di schiavitù intellettuale, di apparato, votata ad un’organizzazione che non rispetta i tempi dell’uomo, che produce una vita sociale che ha perso totalmente il suo scopo di base: rendere la vita di un uomo felice e piena.

E dopo ci stupiamo se le persone sono depresse, tristi, infelici e si sentono vuote dentro, anche se acquistano l’ennesima automobile, hanno lo stipendio alto o il vestito di marca. 

Ma c’è una buona notizia. Anzi, ce ne sono due! 

La prima è che… ce ne siamo accorti! Non sono di certo l’unico a scrivere queste cose, sono l’ultimo arrivato in questa epoca storica: molti prima del sottoscritto hanno azzardato ragionamenti in tal senso, e ne hanno anche studiato le conseguenze sulla psicologia delle persone. 

La seconda, è che esistono delle discipline, alcune molto antiche altre più recenti ma sempre inventate dall’uomo, non dagli alieni, che possono aiutarci in questo percorso. Io le chiamo tecnologie, quelle vere, quelle tecnologie antropocentriche che rimettono al centro la persona umana e la rispettano nel suo essere, aiutandola all’autorealizzazione. 

Ce anche una terza buona notizia e che si lega inevitabilmente alla seconda: nel nostro percorso, possiamo incontrare delle persone serie, preparate e umanamente potenti, che a loro volta hanno svolto un profondo lavoro su sé stessi, che si prodigano per aiutare gli altri a diventare più consapevoli e a ottenere come risultato di vivere una vita all’insegna del benessere. Bisogna solo saperli riconoscere in un mare di proposte, interpellarli e farsi aiutare se ne sente il bisogno, perché ciascuno di noi può avere dei momenti bui nel proprio percorso di vita. Perdere il famoso “treno” che passa per la stazione, ma rendersi conto che con un’attesa fiduciosa e una buona dose di consapevolezza, essere anche certi che presto passerà il convoglio che ci piace e su cui saremo molto felici di saltare a bordo. 

Concludo con una percezione di quello che sta accadendo. Nei prossimi decenni ci sarà bisogno di figure di supporto di questo tipo che aiutino le persone a riappropriarsi della propria esistenza: un esercito di soldati della crescita personale, consapevoli, attenti e onesti. Non sto parlando di persone che ci renderanno più smart in azienda o che ci insegneranno come ottenere un fisico scolpito o a trovare il lavoro dei tuoi sogni. Sto parlando invece di persone che serviranno a contenere i danni generati da questo mondo lanciato a miglia orarie i cui scopi sono solo commerciali, e aiutino le persone ad essere consapevoli del proprio potenziale e…ad usarlo con consapevolezza per creare bellezza.

Quindi, alla fine di tutto questo discorso, se mi chiedete cos’è per me la crescita personale, credo di essere stato quantomeno, onesto: non è un freddo elenco degli step necessari per avviare un percorso di crescita personale, ma è riuscire ad ottenere più consapevolezza della propria vita. Se volete le soluzioni a step, il web o le librerie sono colme di tutte le soluzioni possibili, ma li ritengo totalmente superflui, se manca l’ingrediente essenziale che è il vero e proprio punto di partenza.

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