Consulente o… Counselor? Riflessioni all’origine di un nuovo percorso

Non deridere, non compiangere, non disprezzare, ma comprendere le azioni umane.
 
Baruch Spinoza
 

Chi è il Consulente e cosa fa

Il Consulente è quella figura che fornisce un parere tecnico in merito ad un problema da risolvere a fronte di una determinata situazione di partenza che un cliente vuole cambiare e/o modificare. Il consulente per il suo lavoro utilizza quindi delle metodiche comunicative, organizzative ed informatiche per la realizzazione di una soluzione customizzata sulle richieste del cliente che gli delega un certo grado di operatività.

La consulenza è un processo di lavoro, non è un consiglio altrimenti si parlerebbe di opinione o perizia tecnica, e pertanto ha sempre uno svolgimento nel tempo con una durata determinata e un costo, che dipendono principalmente da tre fattori chiave:

  • dalla complessità della materia o delle materie trattate, e quindi se siamo in presenza di consulenza che richiede una multidisciplinarietà;
  • dal tempo dedicato e deciso in fase contrattuale con il cliente;
  • dalle condizioni del rapporto professionale instaurato con la committenza.

Il consulente viene normalmente inquadrato con la figura del libero professionista ma in alcuni casi, soprattutto presso aziende strutturate, può essere inserito all’interno dell’organizzazione come parte integrante dell’organico, e quindi come lavoratore subordinato a stipendio. Nel primo caso si parlerà di consulenza indipendente a soggetti terzi e si utilizzerà un mandato di qualche tipo nella forma del contratto professionale; nel secondo caso il consulente (c.d. Junior Consultant, Senior Consultant) è una figura integrata all’organico, normalmente di carattere impiegatizio o dirigenziale, con un proprio mansionario specifico, un portafoglio clienti deciso dalla struttura con un contratto e degli obiettivi da conseguire che fanno capo direttamente al buon esito del funzionamento della struttura stessa.

L’attività di consulenza si svolge attraverso schemi, progetti e programmi che hanno un tempo di inizio, uno tempo di svolgimento e una fine o deadline calcolata per la consegna di un risultato o di un rapporto che viene esplicitato nel contratto di prestazione.

Il risultato di una tale attività può prendere la forma di un report professionale, di un software, di una relazione programmatica o di una carta di intenti, a cui può seguire dopo consultazione e analisi di fattibilità, una presa di decisione strategica di tipo individuale o collettiva da parte del committente.

 

Chi è il Counselor e cosa fa

Il Counselor, invece, è un professionista che si occupa di attività di Counseling, una specifica forma di relazione di aiuto.

Differisce sensibilmente dalla figura del consulente così come quella del Coach – anche se viene considerato come un consulente per la persona – in quanto è specializzato nelle tecniche della relazione di aiuto, ovverosia possiede delle conoscenze, esperienze e competenze in ambito psicologico, di comunicazione e di agevolazione, che sono in grado di favorire la soluzione ad uno o più quesiti di natura esistenziale presentati in sessioni create ad hoc, da un individuo o da gruppi di individui.

Il Counselor non è quindi un religioso, un maestro spirituale, un amico di vecchia data o il vicino di casa. Non è uno psicologo, uno psicoterapeuta, uno psichiatra o un medico. Si tratta invece di una figura professionale riconosciuta, ma attualmente non organizzata, dalla Legge 4 del 2013 in materia di professioni riconosciute ma non organizzate.

Il Counselor è la figura professionale che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale, ed in possesso di diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici e metodologici, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità.

Definizione CNEL

In linea generale è inquadrato come un libero professionista che opera in maniera indipendente. Il suo scopo è appunto quello di agevolare i processi riflessivi e/o di tipo emotivo del cliente, mettendo in atto intenzionalmente processi di cambiamento di prospettiva in una limitata relazione interpersonale strutturata che non sia condizionata da fattori sociali, senza alcun giudizio sui contenuti, consigli non richiesti, imposizioni e/o manipolazioni mentali. Il fine ultimo del suo lavoro è quello di promuovere il benessere psicologico dell’individuo, l’attivazione e lo sviluppo delle risorse del cliente di tipo cognitivo-riflessivo, emotivo, relazionale, strategico e decisionale, non di tipo terapeutico, che sviluppino un certo grado di crescita personale e un cambiamento. Si potrebbe dire che è un operatore della crescita personale, intendendo per quest’ultima una materia multi-disciplinare il cui oggetto di studio è la persona umana, intesa nel suo complesso cioè in maniera olistica.

 

Le competenze generali nell’attività del Counselor

Sintetizzando al massimo, il Counselor in genere si occupa:

  • della costruzione del benessere psicologico dell’individuo sano, restando nell’ambito della normo-patia,
  • di aiutare il cliente a prendere decisioni e/o trovare soluzioni,
  • di aiutare il cliente a ritrovare coerenza e consapevolezza del Sé,
  • di aiutare il  cliente a gestire crisi e transizioni della propria esistenza,
  • di aiutare il  cliente a migliorare le proprie relazioni affettive,
  • di attivare mediazioni con altri soggetti fondamentali per il cliente,
  • di aiutare il  cliente e implementare le proprie risorse personali,
  • di motivare il cliente e di supportare le sue decisioni

E, d’altro canto, Il Counselor non si occupa: 

  • di malattie e disturbi mentali (patogenesi) per i quali esistono già figure professionali preparate (psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri)
  • di valutare e/o giudicare una situazione presentata dal cliente
  • di modificare la personalità in senso terapeutico
  • di svolgere psicoanalisi, psicodinamica e psicoterapeutica in senso stretto
  • di conscio, inconscio e subconscio
  • di prescrivere psicofarmaci

Secondo l’ISFOL – Istituto di per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano, le competenze di un ogni counselor possono essere generalizzate in questo modo.

 

Competenze Core o universali

Attending and focusingEssere presenti e concentrati sul cliente
Active ListeningUso dell’Ascolto Attivo
Verbal ListeningPrestare attenzione con le parole
Focused Asking Question (Open, Closed)Fare domande con finalità
Feelings ReflectionsRiflettere i sentimenti
Restating and ParaphrasingRiformulare e parafrasare  i contenuti
AffirmationUso pensiero positivo
EmpathyUtilizzo empatia
GenuinenessEssere congruenti con parole ed azioni
Unconditional Positive RegardAccettazione positiva incondizionata
Body and prossemic language analysisAnalisi linguaggio corpo e prossemica non verbale

Le altre competenze del Counselor, possono essere

Visual ImageryUsare tecniche di visualizzazione
Relaxation and meditation techniquesUsare tecniche di rilassamento e di meditazione
Problem solvingCapacità di risoluzione di problemi
MentalizingCapacità di mentalizzare i processi di pensiero del cliente
Stress managingGestione dello stress indotto al cliente
Conflicts managingGestione dei conflitti presenti nella vita del cliente
Project managingGestione di progetti ad ampio spettro (Life Counseling)

 

Quali possono essere le differenze e le similarità tra queste due figure?

Quindi, le differenze tra il Consulente e il Counselor sono da ricercare prima di tutto nello scopo di queste due attività.

Anche se similmente si tratta di due figure che vengono ricercate per la soluzione di problemi e per aiutare il prossimo, da una parte troviamo problemi di natura tecnica, organizzativa, metodologica e che rimandano ad un contenuto specifico in una materia di cui il consulente è cultore, studioso o semplicemente operatore nel mercato del lavoro; dall’altra, si fa riferimento a problematiche di tipo più ampio e a volte di difficile definizione e per lo più esistenziali, cioè connesse direttamente alla Vita della persona e alle scelte che questa fa.

Da una parte abbiamo la competenza in merito ad un ambito principalmente di natura settoriale, dall’altra ritroviamo l’utilizzo di competenze trasversali come la comunicazione e la psicologia applicata, a servizio di uno sviluppo autonomo dell’individuo.

Il Consulente, in quanto esperto, può imporre una conoscenza specialistica, ovverosia ritenere che ha più credito su di un determinato argomento rispetto al suo committente, pertanto la soluzione del problema viene presa in carico direttamente e a partire da una posizione di vantaggio. Se non conosco qualcosa, vado da chi può darmi informazioni e soluzioni in merito.

Il Counselor, invece, parte da una posizione completamente diversa: non è certamente competente in materia di esistenza e della Vita del proprio cliente! Solo il cliente conosce il suo percorso umano e sa che cosa vuole, come affrontare determinati problemi, come superare momenti di transizione e come prendere certe decisioni. Il Counselor, in questo senso, ha solo, si fa per dire, la funzione di aiutarlo a chiarire questi aspetti, accettando incondizionatamente e senza giudizio sia l’esperienza di Vita del soggetto sia la presa di decisione in merito ad essa, senza per questo prospettare soluzioni. 

In entrambi i casi, si tratta lavorare con processi di lavoro che hanno un durata determinata prevista da un contratto.

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