E’ possibile un nuovo mondo? L’insegnamento contemporaneo di Eckhart Tolle

I dogmi religiosi, politici, scientifici, derivano dalla convinzione erronea che il pensiero può contenere e racchiudere la realtà o la verità.

Eckhart Tolle

 

 

Ego, sofferenza e mente

Noi esseri umani, abbiamo ereditato una disfunzionalità. Le religioni, tutte, hanno cercato di lavorare sulla soluzione a questa disfunzionalità. L’Induismo la chiama maya, il Buddismo, dukkha, il Cristianesimo peccato originale, e fin da piccoli ci sono state raccontate numerose storie su questi termini, che hanno il medesimo significato.

Sofferenza.

La sofferenza è la caratteristica principale della Vita dell’essere umano. Siamo mentalmente portati a vivere senza qualità, ciecamente e per questo arriviamo a provare un qualche tipo di sofferenza. Ci accompagniamo ad essa, quasi come ad una vecchia amica. La sopportiamo e addirittura siamo abituati alla sua presenza.

Secondo Tolle, l’artefice di questa nostra condizione è la mente che agisce a livello inconscio e di inconscio collettivo, provocando una sorta di “pazzia” che si manifesta in molte forme di violenza a noi stessi, e agli altri.

Attraverso la nostra mente infliggiamo a noi stessi e al pianeta, sofferenza. E la cosa più impressionante, è che ci diciamo spesso che è così che funziona la Vita. Secondo Tolle, niente è più errato di questa valutazione e pronostica la venuta di una nuova coscienza emergente, che parte dal riconoscimento di questa nostra genetica follia, verso la salvezza dello spirito.

Lo so, fare un preambolo del genere, dà l’idea dell’avvento del Messia. Un cosa da cartellone pubblicitario e da isteria di massa…ma non preoccupatevi, non è lo scopo di questo articolo sperare nella Divina Ascesa o nell’Apocalisse.

Questo è un articolo intriso di laicità, di buon senso di studio su come funziona la nostra mente.

 

Dalla forma alla non-forma

L’idea è che fin da piccoli ci raccontano delle storie, quando ci iniziano a questa o quella religione, a questo o quel Credo. Non esiste, infatti, un Credo sulla faccia della terra che non pronostichi la Salvezza e quindi la fine della sofferenza: semplicemente nei millenni, gli hanno dato nomi diversi e molteplici forme. In fin dei conti, le religioni non sono altro che sistemi sociali di credo collettivo: parlano sempre in termini di Verità Assoluta e plasmano la nostra identità sul Credo che desideriamo seguire. E’ già tutto scritto, già tutto detto, già tutto fatto. Il credente deve solamente, si fa per dire, seguire dei rituali e delle “regole” che ne fanno un buon Uomo e un redento.

Ed è questo il punto.

I Credo, stabiliscono comunque una sorta di forma. Uni psicologo la chiamerebbe forma mentis. Si deve dare una forma (in questo caso, un rituale) ad un Credo, affinché possa avere efficacia e generare significato nella Vita di un credente. Senza una forma un Credo non esiste, non si inserisce con forza nella società.

Tolle asserisce come questo aspetto, non abbia nulla a che vedere con il concetto di Spiritualità: la religione così come ci è stata insegnata, non c’entra nulla con la crescita spirituale di un individuo e ne spiega la genesi.

Essere spirituali, significa avere a che fare direttamente con il proprio stato di coscienza, che a sua volta determina come si vive nel mondo e come si interagisce con gli altri.

La Spiritualità dell’uomo, in sostanza, è una non-forma, una non-identificazione con un Credo (religioso) e una presa di consapevolezza che è la nostra mente a generare la nostra identità nel mondo.

D’accordo…ma saperlo cosa mi cambia?

Mi verrebbe da rispondere…cambia tutto.

Se la nostra mente da forma alle cose e definisce la nostra identità nel mondo, costruisce l’immagine di noi, ovvero il nostro Ego. E l’Ego, è il veicolo principale della disfunzionalità della sofferenza.

Abbiamo costruito enormi città grazie all’Ego. Dragato fiumi, gli abbiamo inquinati per produrre beni di consumo, abbiamo bucato montagne, costruito aerei, treni superveloci fino ad arrivare nello spazio siderale, dove abbiamo scaricato montagne di spazzatura in nome della nostra Scienza e della nostra evoluzione, la cui origine è l’Ego e il suo Stato Mentale (“egoico”). L’Ego è la nostra dannazione: abbiamo fatto incredibili cose per superarci, ma ora quelle cose ci stanno distruggendo un pezzetto alla volta. Tutto per la volontà di andare oltre noi stessi, sulla base dei suggerimenti di questa costante voce della mente, che ci richiama nella nostra forma identitaria nel mondo.

Quindi, se l’Ego non è altro che l’identificazione con la forma, cioè le forme di pensiero della mente, ed è tanto nocivo, come si fa a sbarazzarsene?

 

Il Sé Essenziale

Eckart Tolle vede il problema, ma ritiene anche che sia in corso una trasformazione della coscienza umana che porterà gli uomini verso una altro paradigma, che non preveda l’uso della sua dimensione egoica, o comunque a limitarla di molto.

Ciò che rende difficile questo passaggio, è il suo contrario. Ovvero: se non mi identifico con la forma e quindi con l’Ego, esattamente, con cosa mi dovrei identificare?

Con il Sé Essenziale, che prevede il ricorso ad una non-forma.

E anche questa cosa non sembra una passeggiata di salute, vediamo di riuscire a semplificare i suoi pensieri per quanto possibile!

Il Sè Essenziale, non è l’IO. L’IO è l’errata percezione di chi siamo, un senso illusorio della realtà. Insomma, l’IO è, fondamentalmente, l’Ego. Infatti, quando affermiamo:

“IO sono IO”

“IO ho fatto questo!”

…in realtà, stiamo parlando con la voce del nostro Ego. E questa illusione crea la nostra realtà, quotidianamente. Esso si nutre di pensieri, anche negativi o ripetitivi, pur di continuare a sopravvivere dentro di noi.

Ma non siamo NOI.

Siamo ancora nello stato egoico di esseri spiritualmente inconsapevoli che si identificano totalmente nei propri pensieri, nella voce nella testa, nei nostri giudizi verso gli altri, ma anche nei complimenti che riceviamo e via dicendo. In questa fase siamo ancora il pensiero privo di consapevolezza. Un pensiero generato dalla nostra mente egoica che è totalmente condizionata dal passato sia nei contenuti che produce, sia nella sua struttura.

Guardate che dire una cosa del genere, significa ammettere che l’intera società che abbiamo creato, il cui culmine sono i consumi e la Globalizzazione, ne sia il prodotto diretto.

Il che non è molto confortante: è come se invece che ridurla, avessimo aumentato la disfunzionalità elevandola al quadrato!

Comprare un’auto nuova di zecca per sentirsi…sé stessi…vi dice niente? Avere un lavoro ben pagato perché così finalmente mi sento di contare qualcosa agli occhi dei miei conoscenti e lo posso dire agli altri senza sentirmi inferiore…vi giunge nuovo?

Tutto questo, sono trappole egoiche. Trappole, non perché comprare una macchina sia un delitto raccapricciante, ma trappole perché la soddisfazione che ne deriva e che alimenta l’IO è sempre e comunque di breve durata. In fin dei conti, cerchiamo di essere onesti con noi stessi: se compriamo un’auto nuova, siamo euforici quattro giorni, difficile che saremo “felici” per quarant’anni…(Tolle la definisce…”inganno della proprietà”).

Ecco, questo esempio banale, per dire cosa abbiamo costruito in tutto questo tempo.

Non molto, a quanto pare…ma andiamo avanti.

Abbiamo capito che l’Ego o IO, è una brutta bestia mentale che tende ad equiparare l’avere con l’Essere: l’importanza che si dà, è legata all’importanza agli occhi degli altri e alla bramosia in generale. Lo stesso attaccamento alle cose, da cui scaturisce il possesso di esse che è il tentativo, anche mal fatto, di dare valore e pienezza al vostro senso del Sé. Ma senza aggiungere nulla al nostro Essere e pertanto generando Sofferenza.

Non ho ancora abbastanza” che per l’Ego significa: “Non sono ancora abbastanza.

Echart Tolle

Ma cos’è l’Essere secondo Tolle? Il nostro Sé Essenziale. Sono sinonimi. Se l’Ego per sopravvivere ha bisogno di un pensiero e di una forma, l’Essere ha bisogno di una non-forma e di una non-identificazione con persone, cose, pensieri o simboli. Esattamente l’opposto. Se l’Ego ha bisogno di forme di pensiero ricorrenti, di rimugini, di condizionamenti, di desideri, di oggetti, e di tutto ciò che abbia una forma, l’Essere, no.

La maggior parte delle persone è così completamente identificata con la voce nella testa, con quell’incessante flusso di pensiero involontario e compulsivo e con l’emozione che lo accompagna, che potremmo definirla posseduta dalla propria mente.

Echart Tolle

Non sono certo modalità dell’Essere lamentarsi, risentirsi, reagire, portare rancore, avere ragione, avere torto, cercare difetti negli altri, giudicare…sono tutte modalità dell’Ego. Sono tutte forme di pensiero negative che sviluppano emotività negative che ci impediscono di vivere pienamente e ci creano una forte sofferenza.

Ad esempio: noi non soffriamo perché qualcuno ci offende, ma soffriamo perché la nostra forma-pensiero egoica dà credito, per sopravvivere, a chi ci offende affinché possiamo reagire e difenderci, auto-alimentando ancora una volta l’identificazione con quell’offesa per poterla, estirpare dai nostri pensieri, e poterci prendere una soddisfazione…egoica!

 

Gli antichi insegnamenti spirituali

In buona sostanza, siamo noi stessi la causa delle nostre sofferenze…ecco la profonda verità. I noi stessi inconsapevoli di come funzioniamo con la nostra mente. Se avessimo veramente capito qualcosa dei messaggi dei vari testimoni di spiritualità nel corso della Storia, avremmo capito anche come fermare questa sorta di costante delirium mentale.

Qualche esempio:

  • Gesù parlava dell’IO SONO la Via, la Verità e la Vita. Non parlava mica di sé stesso. Parlava di noi. Lui era il “figlio dell’Uomo”. E l’Uomo, siamo sempre noi;
  • Buddha parlava dell’Essere Buddha. Ma non di essere come lui o di diventare come lui. Di essere noi stessi, per quello che realmente siamo;
  • L’Induismo parla di Atman che significa “Dio infuso”. Infuso dove? In noi, sempre nell’Uomo.

Tutti i profeti, in definitiva, hanno parlato dell’Essere come condizione unica dell’Uomo. E ti ci hanno anche spiegato come arrivare a capire che puoi solo Essere. Anche se a quanto si nota, il messaggio è stato frainteso. Si confonde ancora religione con spiritualità. Ed Ego con Essere.

Tutto ciò che è necessario per liberarsi dall’Ego è essere consapevoli, infatti consapevolezza ed Ego sono incompatibili. La consapevolezza è il potere che è nascosto nel momento presente. Ecco il motivo per cui la possiamo anche chiamare Presenza.

Echart Tolle

La Presenza, che combatte questa condizione egoica, è di fatto la Realizzazione spirituale. Essere spirituali significa una cosa semplice, ma difficile da raggiungere: tutto ciò che percepisco, sperimento, penso o sento non è chi sono veramente, e che non posso trovare me stesso in tutte le cose del mondo perché sono sono incostanti, muoiono di continuo. Buddha se n’era reso conto millenni fa. Anche Gesù, quando parlava di “negare noi stessi”. E molti altri dopo di loro di loro affermano come la malattia dell’Uomo, quindi la sua sofferenza, sia sempre riconducibile ad una forma che viene accettata come veritiera.

Leggi la Seconda parte

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