Sei stressato? Come funziona lo stress (e come gestirlo) per il counselor David Fontana

“Lo scopo della vita è la maturazione dell’anima. Non rincorrere ciò che è illusorio, come la proprietà o la posizione. Tutte cose che vengono ottenute a spese dei nervi, decennio dopo decennio, e sono confiscate nella notte della caduta.“

Aleksandr Isaevič Solženicyn


Cos’è lo stress? Una definizione che mi piace

Esistono molte definizioni di Stress, ma tutte riportano una caratteristica importante: lo Stress è sempre personale e dipende dalla nostra reazione agli stressor. Dello Stress ne parlano più o meno tutti i professionisti che si occupano di aiuto: medici, psicologi, counselor, imprenditori della crescita personale, neuroscienziati, religiosi, mentori, maestri spirituali… Ne parliamo anche noi, tutti i giorni e spesso tutto il giorno, con colleghi, amici e parenti di quanto “ci sentiamo stressati” e di quanto la nostra vita “sia (inevitabilmente) stressante”.

Insomma: lo Stress è un…tema

Ma nella pratica, cos’è davvero questa cosa che sembra essere…inevitabile? Lo scoprirete leggendo questo articolo, che spero possa esservi di aiuto per inquadrare un pò meglio la faccenda.

Nei miei studi sul fenomeno dello Stress ho incontrato numerose pubblicazioni e punti di vista, spesso conditi da considerazioni personalizzate e “innovative”, che tante volte non vanno al nocciolo della questione e non lo trattano per quello che è. Data questa premessa, il migliore punto di vista, a mio avviso, è quello fornito dallo psicologo e counselor inglese David Fontana che mi è sembrato essere la descrizione più onesta, basata cioè sullo studio e sulla sua pratica clinica. Egli fornisce, per quanto possibile, anche un piccolo spunto per attenuarlo, gradualmente, senza invocare cure miracolose e rendere le attività che lo generano molto più sopportabili e meno dannose al corpo e alla nostra psiche.

Lo Stress, infatti, non è né negativo né positivo: è “solo” un fenomeno che può manifestarsi in un modo così come in un altro. Potremmo dirlo di qualsiasi cosa ci capiti…ad dire il vero. Pertanto, lo Stress è una nostra percezione.

Non è detto, quindi, che tutti gli stressors siano per forza sempre negativi: possiamo sentirci stressati per il nostro matrimonio e per la nascita di nostro figlio, così come per la morte di un caro amico e per la perdita del lavoro.

[…] lo Stress è una domanda – psico-adattiva, ndr – rivolta alle capacità della mente e del corpo. Se queste capacità riescono a far fronte alla domanda e traggono piacere dalla stimolazione che essa implica, allora lo Stress è di aiuto e ben accolto. Se invece non riescono ad affrontarla e trovano la domanda debilitante, lo Stress è male accolto e non facilitante.

Fontana D., 1989, p.12

Pertanto, è facile comprendere come questo fenomeno per essere compreso e per fare in modo che sia il meno dannoso possibile, debba essere identificato, circoscritto e contestualizzato direttamente sulle nostre capacità personali, cioè su noi stessi e sul nostro percepito. Se le domande reattive superano le nostre capacità personali, allora avviene un evento stressogeno che può essere dannoso a livello psicoemotivo e fisiologico e darci la sensazione di mancanza di via d’uscita.


Le risposte fisiologiche allo stress

Lo Stress non è quindi un’emozione e sarebbe azzardata un’analogia. Tuttavia, lo Stress ne può favorirne l’insorgenza. Dico questo perché se vogliamo comprenderlo, dobbiamo essere il più possibile dettagliati sui suoi due aspetti che sono sia la sua causa che l’effetto: lo Stress sul corpo e lo Stress sulla psiche.

Possiamo valutare se una persona è sotto Stress, osservandola con attenzione e sentendo quello che dice e come lo dice. La persona è sotto Stress, quando i suoi valori energetici e corporei creano le seguenti mobilitazioni di energia:

  • aumento del tasso ematico di adrenalina e noradrenalina (dalle ghiandole surrenali): che sono dei stimolatori, accelerano i riflessi, aumentano il battito cardiaco e la pressione del sangue, stimolando, di fatto, il metabolismo creando una accresciuta capacità di prestazione…ma a breve termine;
  • aumento del tasso ematico di ormoni tiroidei, che danno all’energia prodotta la capacità di bruciare più in fretta e tradurla in attività fisica;
  • aumento del tasso ematico di colesterolo dal fegato, per la funzione muscolare;

Ecco, queste tre cose sarebbero utilissime in situazione di attacco-fuga… cioè se fossimo dei cavernicoli che cercano di salvarsi dall’assalto di un orso bruno. Il punto è che se queste mobilitazioni primitive, avvengono in condizioni senza minacce fisiche e pertanto senza un loro scaricamento “a terra”, per usare un’analogia. Questo può dare seguito a problemi di tipo cardiovascolare, arteriosclerosi, esaurimento, collassi fisici e addirittura la perdita di peso. Mancando l’oggetto del pericolo (l’orso bruno) la cosa si retro-flette e ci danneggia.

Oltre alla mobilitazione, il nostro corpo in situazioni di Stress sviluppa dei sistemi di supporto dell’energia, cioè in qualche modo prepara il corpo all’avvento del pericolo:

  • blocco del sistema digerente, per far fluire il sangue nei polmoni e nei muscoli, e la bocca asciutta che serve ad impedire che arrivi saliva nello stomaco;
  • evidenti reazioni cutanee, che mostrano il dirottamento del sangue dalla superficie del corpo verso la periferia o il sudore che serve a riscaldare i muscoli;
  • dilatazione polmonare, per far sì che il corpo si prepari con maggiore ossigeno e frequenza respiratoria.

E anche qui, tutto è utile, tranne il fatto che la risposta è inadeguata alla domanda dello stressor in corso. Questi meccanismi automatici, alla fine dei conti, danno seguito a problemi digestivi, perdita di calore o iper-ossigenazione con relativi disturbi cardiaci.

L’intelligenza del nostro corpo, non finisce di certo qui. Stiamo parlando delle concentrazioni d’aiuto, ovverosia di tutte quelle risposte fisiologiche che si attivano “in più” per supportarci di fronte all’evento:

  • immissione nel sangue di endorfine dall’ipotalamo, che servono come analgesico naturale per ridurre la sensibilità alle ferite e al dolore (qualora l’orso bruno ci graffiasse, per capirci);
  • immissione nel sangue di cortisolo dalle ghiandole surrenali, che blocca le reazioni allergiche che impediscono di respirare;
  • acutezza dei sensi e miglioramento delle prestazioni mentali;
  • calo della produzione di ormoni sessuali, dirottando l’attenzione altrove piuttosto che verso la procreazione.

E, anche qui, la nostra macchina perfetta si inceppa quando queste concentrazioni danno luogo ad esaurimento e quindi a dolori muscolari o alla testa, abbassamento delle difese immunologiche alle infezioni, rischi di ulcera, peggioramento di attacchi d’asma, impotenza o problemi sessuali.

Infine, il nostro organismo, di fronte ad una reazione allo stressor cercherà di limitare i danni con delle reazioni difensive che sul corpo si manifestano con la costrizione dei vasi sanguigni e l’addensamento del sangue, che fluendo più lentamente favorisce il coagulo delle ferite, ma anche un carico maggiore su arterie e vene, quindi ad un maggior rischio di emboli, infarti e malattie cardiache.

Si tratta, insomma, di una serie di risposte fisiologiche che nascono dalla nostra biologia e sono auto-prodotte. Il guaio di questa auto-produzione è che si tratta di qualcosa di automatico, che non è controllabile, salvo difficili e lunghi training specifici.

Quello che possiamo fare è interrompere questi segnali prima che arrivino al nostro sistema autonomo. E, per fare questo, bisogna lavorare sulle nostre percezioni e sui significati che attribuiamo agli stressors: in altri termini, sulla nostra psiche.

 

Le risposte psicologiche allo stress

Arrivati a questo punto, quali sono le risposte psicologiche allo Stress? Molte, a dire il vero, anche se dividere le due cose non mi è molto caro, per via dell’approccio olistico. Infatti, ci tengo a chiarire subito una cosa: per risposte psicologiche, intenderò sempre delle risposte psicosomatiche. Lo stesso Fontana, ne individua diverse, ma qui mi limiterò ad elencarne alcune che a mio avviso sono le più evidenti, quelle che più o meno tutti noi, sottoposti a determinate condizioni ambientali accusiamo in misura maggiore o minore:

  • Minore durata della concentrazione, dell’attenzione e facilità di distrazione. La nostra mente, non riesce a focalizzarsi su qualcosa e a rimanerci. Ci perdiamo in quello che stavamo pensando o dicendo. La famosa “metà frase” di un discorso incompleto;
  • Deterioramento della memoria a breve e lungo termine, che di solito avviene assieme alla prima condizione;
  • Risposte imprevedibili, veloci, brusche, con il risultato di fare errori grossolani su compiti cognitivi e, anche, sulla manipolazione di oggetti. Si diventa incerti, spaesati, e si percepisce un deterioramento delle capacità di organizzazione e pianificazione degli eventi della Vita;
  • Deliri, disturbi del pensiero e conseguente aumento delle tensioni psicofisiche. Un aumento dell’ipocondria ingiustificata verso una determinata situazione fino al cambiamento di tratti della personalità. Talvolta si assiste all’aggravamento di problemi di personalità esistenti (come comportamenti fuori controllo, impulsi, irruzioni di emotività) e/o di malattie psicologiche gravi come la depressione, il senso di disperazione e la voglia di morire (aspirante suicida);
  • Caduta dell’autostima, con episodi di autosvalutazione ed inadeguatezza, con conseguente diminuzione dell’interesse e dell’entusiasmo verso qualcosa che prima, invece, ci dava piacere;
  • Comportamenti generali distanzianti come l’assenteismo sul lavoro, l’isolamento autoindotto in casa o nei confronti degli altri, l’abuso di sostanze psicoattive (droghe leggere, alcool), l’uso di atteggiamenti cinici e distaccati verso colleghi, amici e parenti e lo spostamento verso gli altri delle responsabilità;
  • Disturbi del sonno, inquietudine generale, poca voglia di fare;
  • Comportamenti bizzarri, poco comuni, di una certa imprevedibilità, talvolta al limite della decenza o della legalità.

Ora, vorrei rincuorarvi: non è che tutte queste condizioni appaiono insieme, allo stesso modo e con la stessa frequenza e ne siamo tutti vittime. Se ciò fosse reale per tutti coloro sottoposti a Stress, saremmo messi male e in costante stato di pericolo per noi e per gli altri, e l’unica soluzione sarebbe l’eremo in Cina…

La reazione allo Stress è personale, e varia a seconda del temperamento, della personalità e della quotidianità dell’individuo, così come lo è la sua risposta agli stressors. Ciò che ci interessa qui, è arrivare a comprendere come,

la nostra risposta adattiva agli stressors quotidiani può comportare anche questi eventi nei casi limite, in un luogo ed in un tempo definito. Difficile che appaiano tutti insieme, in egual misura e con la stessa intensità. E’ però possibile che un determinato periodo stressante, cioè pieno di stressors a cui non riusciamo “a tenere testa”, possa farci assaggiare un pò tutte queste risposte. Nella misura per noi più sopportabile.

 

In che modo, possiamo essere stressati?

Come abbiamo accennato all’inizio, lo Stress è elemento di indagine da molti anni da parte di studiosi anche molto specializzati. Dai neuroscienziati agli psicologi, molte sono le interpretazioni e le risposte accademiche a questo evento e i dettagli che lo descrivono.

A noi interessano molto le ricerche, ma poco l’aspetto analitico: dettagliare un evento come lo Stress, può significare altro…Stress e la cura dell’analisi, potrebbe diventare un boomerang di intenti.

Per gli altri esseri umani, cioè per tutti quelli che subiscono degli stressors, ovvero tutti noi, vi sono molteplici modi…non per ridurre lo Stress, quello come abbiamo visto non è possibile perché fa parte della nostra quotidianità, ma per gestirlo.

Lo Stress non si riduce.

Lo Stress si gestisce.

E qui viene il bello e la novità in fatto di rapporto con l’evento “inevitabile”. Infatti, se siamo consapevoli che esiste ed esisterà sempre, ridurlo è una strada legittima ma gestirlo è sicuramente la via…migliore.

Quindi concediamoci di essere stressati e cerchiamo di capire in che modo possiamo esserlo…modulando le nostre risposte adattive.

Infatti, se lo Stress viene dall’iperattività del nostro bambino più piccolo, e quindi è lui lo stressor principale, la soluzione di certo non sta nell’eliminare vostro figlio (“lo mando in collegio!”, per dirne una), ma nel capire come fare affinché lui non sia più percepito come tale. Se il problema che mi genera lo Stress è il mio posto di lavoro, ma al momento per varie ragioni comprensibili, non posso cambiare lavoro o non voglio farlo, bisognerà comprendere come renderlo “sopportabile” o addirittura “amabile”.

Questo è il tema.

Di seguito riporto alcuni suggerimenti di gestione dello stress, prendete quello che vi serve e che secondo la vostra esperienza potrebbe essere portato nella vostra quotidianità:

  • misurate realisticamente il vostro livello di stress e mobilitatevi a tal fine. Se avete solo un pò di mal di testa o siete distratti perché è un periodo di super lavoro, non pensate subito alla depressione o a danni psichici più gravi;
  • identificate bene, se non benissimo, quali sono i vostri stressors principali, anche facendo un elenco su un foglio. Dategli un nome e un cognome e non abbiate paura a farlo. Se in quel periodo chi vi genera Stress è il vostro compagno, scrivete il suo nome sul foglio. E’ legittimo che in un rapporto di coppia, la causa di un malessere, possa essere la persona con cui condividete la quotidianità della vita…non è affatto improbabile e neppure inverosimile;
  • restate nella realtà di voi stessi e nel momento Presente, non nell’ideale tipo “voglio una vita senza Stress”, perché una vita senza Stress, mi dispiace, non esiste;
  • parlate con gli altri del vostro problema, cercando comprensione e… aiuto se sentite che ve lo possono dare: senza vergognarvi di dire cose del tipo “sono un pò stressato in questo periodo, non avercela con me perché non ho voglia di parlare con te o di vederti”;
  • destinate del tempo a voi stessi e a voi soltanto, senza tenere conto del giudizio degli altri, del tempo e delle incombenze. Avere degli spazi personali, staccati dagli stressors e dalle routine quotidiane può essere un semplice ma efficace toccasana che permette di guardare in maniera distaccata la situazione.

Questi sono a mio avviso i 5 punti fondamentali per sintetizzare un piano di azione per iniziare nel percorso di gestione del vostro personalissimo, Stress.

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