Di cosa si occupa il Counseling? #2 Lo Stress

“Lo stress ci rende stupidi. Quando siamo stressati, il nostro spirito si dissolve nell’aria e la creatività va a finire in cantina.”
 
Barbara Berckhan 

 

Cosa significa occuparsi dello stress nel Counseling?

Lo Stress è una risposta psico-adattiva e fisiologica ad eventi percepiti da noi come stressogeni.

Significa comprendere assieme al cliente quali sono le origini e le cause degli eventi che per lui svolgono una funzione stressogena e come poterle gestire. La nostra psiche risponde allo Stress sempre, sia in senso positivo che in senso negativo. Il nostro corpo, anche: la sua biochimica lo rende una macchina perfetta, che tende a reagire agli eventi stressanti attivando dei processi fisiologici come – ad esempio – la produzione di adrenalina e noradrenalina da parte delle ghiandole surrenali, particolari ormoni tiroidei e anche il tasso ematico del fegato.

Alla persona stressata quello che accade sono “blocchi” di varia natura, dal sistema digerente, alle reazioni cutanee e respiratorie. Il famoso fiato corto dell’ansia, ad esempio o una iperventilazione in caso di panico, nei casi più patologici che tuttavia un Counselor non può trattare.  

Pertanto quando percepiamo uno stato di Stress, tutto il nostro essere si avvilisce e reagisce in maniera…pratica. 


Quindi, non è vero che la risposta allo Stress debba essere standardizzata nel rifiuto di un evento: anzi, per la maggior parte dei casi, lo Stress attiva delle risposte di accettazione dell’evento. Tali risposte, se degenerano in patologia, possono generare anche delle problematiche piuttosto gravi. Ciò che voglio dire è come questo tipo di attivazione sia molto arcaica, cioè deriva dall’evoluzione del nostro cervello primitivo e le vie nervose ortosimpatiche, perché è connessa alle nostre reazioni, anche istintive, di fronte ad un pericolo.

Posti di fronte ad esso è il nostro corpo che attiva dei segnali che ci preparano all’attacco-fuga tramite la produzione di ormoni e segnali neurobiologici che ci dovrebbero mettere al sicuro.

Nel mondo moderno, però, non vi sono animali che ci vogliono mangiare (a meno che non faccia un safari in Africa) e non ci si aggredisce normalmente per strada, come ai tempi delle caverne.

Va da sé che lo Stress in questo senso è quasi sempre una risposta che supera l’entità del pericolo e, se pur innescata da processi biologici, è pressoché…psicologica. 

Il Counselor lavora quindi sulla percezione dello Stress da parte del Cliente e normalmente sulla sua gestione. Deve comprendere a fondo con l’uso della relazione cosa e come viene interpretato dal cliente un evento stressogeno, e quali conseguenze ha sulla sua vita, per aggirare il problema e per tenerlo sotto controllo. 

Se si tratta infatti di un meccanismo biologico, quasi automatico, ciò lo renderebbe, inevitabile al punto di essere addirittura essenziale alla nostra sopravvivenza. Quindi eliminarlo, non avrebbe senso: perciò comprenderlo – e usarlo a proprio favore – rimane l’azione più intelligente da fare. 

 

Lavorare sugli Stati di Tensione

La stessa cosa vale per gli Stati di tensione, che si generano dalla mancanza di gestione del nostro Stress. Un insieme di eventi stressogeni, non governati e non contenuti all’interno di una cornice di pensiero ed azione, danno luogo ad uno Stato di Tensione.

Il problema fondamentale nelle persone quindi, non è provare Stress ogni tanto, quello può anche essere positivo per svolgere bene un compito e uscire da un pericolo reale. Il problema delle persone, semmai, è trovarsi costantemente in uno Stato di Tensione. 

Essere spesso in questo stato, da un punto di vista psichico equivale ogni giorno a fare una maratona e a restare sveglio 24 ore di fila, senza riposo. Si riduce la concentrazione e l’attenzione, si facilita la distrazione. Vi è un deterioramento della memoria di breve e lungo termine. Ci possono essere casi di delirio, disturbi del pensiero, creazione di realtà non esistenti, senso di persecuzione (in questi ultimi casi, il consulto di uno psicoterapeuta diviene necessario). 

Una persona in costante Stato di Tensione, vede nemici ovunque e non riesce mai a mettersi calmo e godere di ciò che la vita gli ha riservato. Questo può comportare ad una caduta dell’autostima, ad una auto svalutazione perenne, ad una mancanza di vita sociale con comportamenti che tendono a distanziare le persone invece di attirare a sé in un ciclo positivo.

Sono stati studiati perfino i comportamenti bizzarri relativi alle tensioni psicologiche da Stress.  

Volendo usare un’analogia, il cliente in Stato di Tensione continuativa vive come se fosse in trincea.

Non a caso, molto del Counseling che abbiamo visto operare oggi, è derivato dal recupero da stress post-traumatico relativo ad eventi come le guerre o le catastrofi. 

E quindi, come dovrebbe agire un Counselor in questi casi? 

David Fontana (1934-2010), psicologo e counselor inglese autore di numerosi contributi sullo Stress e le sue conseguenze, suggerisce un piccolo elenco di azioni a mio avviso utili per iniziare a lavorare con il cliente su questo aspetto: 

  • misurare la portata effettiva dello Stress percepito dal cliente;
  • identificare gli stressors e cercare di capire come limitarne l’esposizione;
  • vivere con maggiore intensità il Momento Presente; 
  • parlare con gli altri di questo problema, cioè avere un supporto psico-emotivo di valore;
  • destinare del tempo alla propria individualità, svolgendo compiti che sono piacevoli e che allontanino la mente dallo Stato di Tensione. 

Mi rendo conto che possono sembrare banalità, ma questi suggerimenti seguono due direzioni che fanno parte della pratica del Counseling dacché è nato: si adattano perfettamente a qualsiasi cliente (cioè a quello che c’è, di reale, nel problema) e sono indicazioni semplici che mirano a fare in modo che egli arrivi ad esercitare in autonomia la gestione del proprio stress (Self-Help) ed esca da solo dai suoi personalissimi stati di tensione.

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