Cosa sono euristiche e bias cognitivi?
Hai mai pensato di essere una persona razionale…e poi hai comprato qualcosa “perché era in offerta”? Oppure hai cambiato idea dopo aver letto un solo commento negativo?
Tranquillo: non sei incoerente, sei umano.
Oggi parliamo di bias cognitivi ed euristiche, cioè di quei piccoli “trucchi” che il nostro cervello usa per semplificare la realtà… e che spesso ci portano a prendere decisioni sbagliate.
Partiamo dalle basi.
Il concetto nasce soprattutto grazie a Daniel Kahneman e Amos Tversky, due psicologi fondamentali del Novecento.
Kahneman, tra l’altro, ha vinto anche il Premio Nobel per l’Economia.
Secondo loro, il nostro cervello funziona con due sistemi:
- Sistema 1: veloce, automatico, intuitivo
- Sistema 2: lento, riflessivo, razionale… e un po’ pigro
Le euristiche sono scorciatoie mentali del Sistema 1: ci permettono di decidere in fretta.
I bias cognitivi sono gli errori sistematici che derivano da queste scorciatoie.
In pratica: le euristiche ci aiutano a sopravvivere, i bias ci fanno sbagliare con grande sicurezza.
Le euristiche principali
Euristica della disponibilità
Valutiamo la probabilità di un evento in base a quanto facilmente ci viene in mente.
Esempio: se senti spesso parlare di incidenti aerei, potresti pensare che volare sia pericolosissimo…peccato che statisticamente l’auto sia molto più rischiosa. Il cervello confonde frequenza reale con facilità di ricordo.
Euristica della rappresentatività
Giudichiamo qualcosa in base a quanto “ci sembra tipico”. Esempio classico di Kahneman:
Una persona ama leggere, è introversa, precisa. È più probabile che sia un bibliotecario o un agricoltore?
Molti rispondono “bibliotecario”…ma ignorano il fatto che gli agricoltori sono molti di più. Qui il cervello ignora la statistica e segue lo stereotipo.
Euristica dell’ancoraggio
La prima informazione che riceviamo diventa un punto di riferimento.
Esempio: “Questo prodotto costava 300€, ora solo 99€!” Quel 300€ è l’ancora. Anche se il prodotto non vale 99€, il cervello lo percepisce come un affare.
I bias cognitivi più famosi
Bias di conferma
Cerchiamo informazioni che confermino ciò che già pensiamo. Se credi che un’idea sia giusta, leggerai solo articoli che la supportano e ignorerai il resto. I social media vivono grazie a questo bias.
Bias del “senno di poi”
Dopo che qualcosa è successa, pensiamo: “Lo sapevo già”. No, non lo sapevi (in realtà). E’ solo il cervello che riscrive la memoria per farci sembrare più intelligenti.
Effetto Dunning-Kruger
Chi sa poco tende a sopravvalutarsi. Chi sa molto tende a sottovalutarsi. In breve: più sei incompetente, più ti senti esperto. Ed è per questo che su internet tutti hanno un’opinione fortissima su tutto.
Possiamo liberarci dai bias?
Brutta notizia: no, completamente no. Buona notizia: possiamo limitarci parecchio. Ecco come.
1) Rallentare. Quando una decisione è importante, forza il Sistema 2 a entrare in gioco. Dormici sopra, letteralmente;
2) Cercare il dissenso. Chiediti: “Cosa direbbe qualcuno che non è d’accordo con me?”;
3) Usare dati e numeri. Le statistiche aiutano a smontare intuizioni sbagliate.4) Accettare di sbagliare.
Essere consapevoli dei bias non ti rende immune, ma ti rende più umile. E l’umiltà cognitiva è una superpotenza.
Conclusioni
I bias cognitivi non sono difetti: sono il prezzo che paghiamo per avere un cervello veloce ed efficiente. Il problema nasce quando confondiamo l’intuizione con la verità assoluta. Quindi la prossima volta che sei sicuro al 100% di avere ragione…forse è proprio il momento di farti una domanda in più.








