La tendenza attualizzante: la spinta naturale a diventare se stessi

Esiste un’idea, in psicologia, tanto semplice quanto radicale:

l’essere umano possiede una spinta interna naturale verso la crescita, l’integrazione e la realizzazione di sé.

Questa spinta non va creata. Non va insegnata. Non va imposta. Va riconosciuta.

Carl Rogers, psicologo e fondatore dell’approccio umanistico, la chiamò tendenza attualizzante.

Secondo Rogers, ogni organismo vivente tende spontaneamente a sviluppare le proprie potenzialità, a mantenersi in vita e a crescere in modo coerente con la propria natura.

L’essere umano non fa eccezione.

Crescere non significa migliorarsi

Quando sentiamo parlare di crescita personale, spesso pensiamo a uno sforzo continuo:

diventare migliori, correggersi, superarsi.

La tendenza attualizzante propone un’altra prospettiva. Crescere non significa diventare qualcun altro. Significa diventare più pienamente ciò che si è. Un seme non deve sforzarsi per diventare albero. Ha bisogno di terreno, acqua, luce.

Se l’ambiente è sufficientemente favorevole, la crescita avviene.

Allo stesso modo, per Rogers, l’essere umano cresce quando si trova in un contesto che offre:

  • accettazione
  • comprensione
  • autenticità

Quando la crescita si blocca

Se questa spinta è naturale, perché tante persone si sentono bloccate, confuse, disorientate?

Rogers risponde in modo chiaro:

non perché manchi la tendenza attualizzante, ma perché le condizioni ambientali l’hanno ostacolata.

Fin dall’infanzia impariamo, spesso inconsapevolmente, che per essere accettati dobbiamo:

  • compiacere
  • adattarci
  • reprimere parti di noi
  • corrispondere alle aspettative altrui

Rogers parla di condizioni di valore:

“Valgo se sono così.

Valgo se faccio questo.

Valgo se non sento quello.”

Col tempo, la persona perde contatto con la propria esperienza interna e sviluppa un’immagine di sé costruita più per essere accettata che per essere autentica.

Il disagio psicologico nasce spesso da questa frattura.

Congruenza: tornare in contatto con sé

Un concetto centrale nella teoria di Rogers è quello di congruenza.

Essere congruenti significa che ciò che sentiamo, ciò che pensiamo e ciò che facciamo sono in dialogo tra loro.

Non necessariamente in armonia perfetta, ma in relazione viva.

Quando siamo incongruenti:

  • diciamo sì quando sentiamo no
  • mostriamo sicurezza quando proviamo paura
  • viviamo vite che “funzionano” ma non risuonano

La tendenza attualizzante non ci chiede di essere sempre coerenti.

Ci chiede di ascoltarci.

Il ruolo della relazione

Un aspetto fondamentale della tendenza attualizzante è che non si esprime nel vuoto.

Ha bisogno di relazione.

Rogers individua tre condizioni facilitanti fondamentali nella relazione di aiuto:

  1. Accettazione positiva incondizionata
  2. Comprensione empatica
  3. Autenticità del professionista

In presenza di queste condizioni, la persona tende spontaneamente a:

  • chiarire i propri vissuti
  • assumersi responsabilità
  • fare scelte più allineate
  • sviluppare fiducia in sé

Non perché qualcuno le dica cosa fare, ma perché la sua direzione interna si riattiva.

Fidarsi della spinta interna

La tendenza attualizzante richiede una cosa difficile: fiducia.

Fiducia nel fatto che, se una persona viene messa nelle condizioni giuste, non sceglierà il caos, ma una forma di equilibrio possibile per lei.

Questo non significa che ogni scelta sarà “giusta” o indolore.

Significa che sarà autentica, e quindi trasformativa.

Come scrive Rogers nel libro “Un modo di essere”,

la persona pienamente funzionante non è perfetta, ma è aperta all’esperienza, flessibile, capace di apprendere da ciò che vive.

Un’idea profondamente non normativa

La tendenza attualizzante è un’idea profondamente non giudicante.

Non esiste un modello di persona sana valido per tutti.

Non esiste una direzione uguale per ogni individuo.

Ognuno ha il proprio modo di fiorire.

Questo rende la prospettiva rogersiana particolarmente preziosa nel counseling e nella relazione d’aiuto: sposta il focus dal correggere al facilitare.

In conclusione

La tendenza attualizzante ci ricorda qualcosa di essenziale:

non siamo esseri da aggiustare, ma processi in movimento. Dentro ciascuno di noi esiste una spinta verso la vita, verso la coerenza, verso un modo più vero di esistere.

A volte non serve fare di più. Serve creare spazio. E quando lo spazio c’è, la crescita trova la sua strada. 

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