Ci sono momenti nella vita in cui il problema non è ciò che ci manca, ma ciò che non sappiamo più perché facciamo.
Possiamo avere relazioni, lavoro, impegni, obiettivi…eppure sentire una specie di vuoto silenzioso.
Non una sofferenza evidente, ma una mancanza di direzione.
È qui che entrano in gioco tre parole fondamentali: senso, valori e significato.
Non sono concetti astratti. Sono strumenti interiori di orientamento.
Il bisogno di significato
Uno degli autori che più chiaramente ha parlato di questo tema è Viktor Frankl, psichiatra e fondatore della logoterapia.
Nel suo libro Uno psicologo nei campi di concentramento racconta come, anche nelle condizioni più estreme, ciò che permetteva alle persone di resistere non fosse la forza fisica, ma la possibilità di attribuire un senso alla propria esperienza.
Frankl scrive che l’essere umano non è mosso principalmente dal piacere o dal potere, ma dalla ricerca di significato. Quando il significato viene meno, emergono:
- apatia,
- disorientamento,
- senso di vuoto.
Non perché “c’è qualcosa che non va in noi”, ma perché abbiamo perso un riferimento interno.
Valori: ciò che orienta le scelte
I valori non sono regole morali imposte dall’esterno. Sono ciò che per noi conta davvero, anche quando non lo sappiamo nominare.
Il filosofo e psicologo Carl Rogers, uno dei padri dell’approccio umanistico, parlava di congruenza:
il benessere nasce quando ciò che viviamo è coerente con ciò che sentiamo come autentico.
Quando viviamo lontani dai nostri valori, spesso accade questo:
- ci sentiamo stanchi senza sapere perché
- proviamo irritazione o insoddisfazione cronica
- facciamo fatica a scegliere
Non perché stiamo sbagliando tutto, ma perché stiamo vivendo secondo criteri che non ci appartengono davvero.
Senso non è felicità continua
Un equivoco comune è pensare che trovare senso significhi stare sempre bene.
Non è così.
Il senso non elimina la fatica, il dolore o il dubbio.
Dà loro una collocazione.
Come scrive Irvin Yalom, psicoterapeuta esistenziale, nel libro Psicoterapia esistenziale,
il problema non è l’angoscia in sé, ma l’assenza di significato che la renda tollerabile.
Quando una persona sente che ciò che vive è collegato a qualcosa di importante, può attraversare anche momenti difficili senza sentirsi persa.
Significato come costruzione, non come risposta
Un altro autore importante è Paul Ricoeur, filosofo, che sottolinea come il significato non sia qualcosa che si scopre una volta per tutte, ma qualcosa che si costruisce narrativamente.
Noi diamo senso alla nostra vita raccontandola. Attraverso le storie che facciamo su chi siamo, su ciò che ci è accaduto, su dove stiamo andando.
Nel counseling, spesso, il lavoro sul senso non consiste nel trovare “la risposta giusta”, ma nel ricostruire una narrazione più abitabile.
Una narrazione in cui:
- il passato non è solo errore
- il presente non è solo blocco
- il futuro non è solo minaccia
Valori come bussola quotidiana
Autori più contemporanei, come Steven Hayes, fondatore dell’Acceptance and Commitment Therapy, parlano dei valori come di una direzione, non di un obiettivo.
Un obiettivo si raggiunge o si fallisce.
Un valore si incarna, giorno dopo giorno.
Non si tratta di chiedersi:
“Sto facendo abbastanza?”
Ma piuttosto:
“Quello che sto facendo è in linea con ciò che per me è importante?”
Questa domanda, semplice ma radicale, è spesso il cuore del lavoro sul significato.
Ritrovare senso non significa cambiare tutto
A volte pensiamo che per ritrovare senso sia necessario rivoluzionare la vita.
In realtà, spesso il cambiamento è più sottile.
Può significare:
- cambiare il modo in cui stiamo in una relazione
- ridefinire un confine
- riconsiderare una scelta
- dare valore a ciò che prima davamo per scontato
Il senso non è sempre qualcosa di nuovo. A volte è qualcosa che abbiamo smesso di ascoltare.
In conclusione
Senso, valori e significato non sono lussi filosofici. Sono bisogni psicologici fondamentali.
Quando li perdiamo, la vita diventa confusa.
Quando li ritroviamo, non diventa perfetta, ma diventa orientata.
E spesso, orientarsi è già una forma profonda di benessere.








